Festadelmare - 2 - 3 - 4 settembre 2011
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La Carta di Santa Lucia
Dieci raccomandazioni per la salvaguardia delle dune e delle spiaggie
- Premesso che la Sardegna, fra tutte le Regioni italiane, detiene il più rilevante patrimonio di coste sabbiose che caratterizzano il paesaggio e rivestono una grande importanza naturalistica, perché costituiscono l'habitat esclusivo di molte specie di organismi vegetali e animali;
- Considerata la fragilità delle spiagge e degli ecosistemi dunali rispetto ai fattori di alterazione e disturbo prodotti direttamente e indirettamente dalle attività umane, quindi il crescente rischio di perdita e di compromissione di questi ambienti;
- Ritenuto che la conservazione delle spiagge e dei sistemi dunali risponde ad un interesse collettivo generale, ma anche ad un interesse specifico delle comunità locali per i positivi riflessi nella forza attrattiva di un turismo moderno nei territori interessati;
I sottoscritti della presente Carta
- Auspicano la adozione di norme idonee a disciplinare la fruizione delle spiagge e la tutela delle dune sabbiose in modo tale da arginare il depauperamento e il degrado in atto, favorendo innanzi tutto il rispetto e la tutela della vegetazione naturale che costituisce il presidio protettivo più efficace dei sistemi dunali;
- Raccomandano il rispetto delle prescrizioni di comportamento e di orientamento che costituiscono La Carta di S. Lucia impegnandosi a recepirla personalmente o per quanto di competenza.
La Carta di Santa Lucia
- 1. Evitare, ove possibile, interventi e opere di ingegneria che alterino la dinamica marina provocando ripercussioni negative su spiagge e dune;
- 2. Impedire l'estrazione di sedimenti sabbiosi nelle spiagge e limitare quella nei letti dei fiumi a quanto indicato da previe, qualificate valutazioni tecnico-scientifiche;
- 3. Evitare la alterazione e la modificazione delle dune litoranee e delle zone umide retrodunali, che sono parte integrante di questi ecosistemi, preservandole dal pericolo di incendio, pascolo e ogni altra attività pregiudizievole;
- 4. Delimitare e segnalare le aree a maggior rischio di erosione, affinché siano inibite al transito e preservate dalle azioni di disturbo localmente più temibili;
- 5. Favorire il processo naturale di colonizzazione vegetale delle dune sabbiose, anche con piccoli interventi di bioingegneria, e ripristinare, ove necessario, la componente arborea e arbustiva autoctona;
- 6. Evitare interventi estensivi di ripascimento artificiale delle spiagge, specialmente se privi di adeguati studi di valutazione ambientale;
- 7. Eseguire le operazioni di pulizia delle spiagge con attenzione e con strumenti appropriati, evitando la asportazione di parte della sabbia e di piante pioniere. Se nella spiaggia esistono pietre è bene che non vengano rimosse poiché proteggono la sabbia che si trova al di sotto; anche la eliminazione sistematica della posidonia spiaggiata deve essere considerata pratica antiecologica, in quanto favorisce i processi erosivi del litorale;
- 8. Disciplinare nelle spiagge più frequentate il parcheggio delle automobili e il transito pedonale, individuando, per il parcheggio, spazi esterni al compendio sabbioso e, per il transito pedonale, allestendo opportuni pedonamenti per limitare il calpestio e il conseguente costipamento della sabbia e della vegetazione pioniera;
- 9. Assicurare il divieto di accesso e circolazione nelle spiagge e nelle dune ai veicoli a motore (motocicli e automobili), perché distruggono le microforme e possono aumentare i problemi di alterazioni ecologiche; deve essere altresì evitato il rilascio di rifiuti non deperibili, mediante la installazione di appositi contenitori e l'organizzazione di un adeguato servizio di raccolta;
- 10. Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sulla importanza della conservazione delle spiagge e delle dune sabbiose presso le scuole, le strutture ricettive e balneari e in tutte le sedi idonee, al fine di far crescere nei cittadini la cultura del rispetto e l'autodisciplina.
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